L’accordo multilaterale e i firmatari

Come possono le serre olandesi abbandonare il gas naturale senza sovraccaricare la rete elettrica? La risposta arriva da un progetto di simbiosi tra data center e agricoltura protetta, entrato in una fase operativa con la firma di un accordo multilaterale. Come reso noto a metà luglio 2026, il comune di Uithoorn, la cooperativa di coltivatori DKK (De Kwakel-Kudelstaart) e Switch Datacenters hanno formalizzato l'intesa per sviluppare una rete di calore alimentata dal calore residuo di un nuovo data center, con il supporto strutturale di Greenport Aalsmeer e del gestore di rete Liander. Il progetto si inserisce nella strategia delle provincie del Nord-Olanda 2025-2027, volta a localizzare i data center al di fuori dei cluster designati. L'iniziativa ha già ottenuto il sussidio SDE++, il programma olandese per le energie rinnovabili. «Questo accordo rappresenta un passo concreto verso un approvvigionamento energetico più sostenibile», ha sottolineato Jan Hazen, consigliere del comune di Uithoorn. Patrick Hogenboom, portavoce dei coltivatori DKK, ha evidenziato come l'intesa riduca la dipendenza dal gas, i cui prezzi sono diventati imprevedibili a causa delle tensioni geopolitiche. Ruud Knorr, direttore di Greenport Aalsmeer, ha confermato il valore strategico dell'operazione per l'intera filiera orticola.

Tecnologia e meccanismo di scambio termico

Il data center recupera una parte significativa dell’energia dissipata dai server e la trasferisce come calore alla rete di teleriscaldamento delle serre, ricevendo in cambio acqua refrigerata in un sistema a ciclo chiuso che non utilizza acqua potabile né acque superficiali. L'impianto sarà alimentato al 100% da energia eolica e solare olandese, in conformità con i più recenti standard del Greenhouse Gas Protocol per l’elettricità rinnovabile. Lo scambio termico avviene attraverso reti idriche dedicate, isolando il circuito dei server da quello agricolo. Il data center sarà realizzato con un approccio modulare e circolare, riutilizzando parzialmente un ex edificio logistico. La scelta della vicinanza alle serre non è casuale: evita l'ulteriore consumo di suolo in un’area caratterizzata da spazio limitato e alta densità agricola, ottimizzando le infrastrutture esistenti.

Benefici per la rete elettrica e la sostenibilità dell’orticoltura

La soluzione proposta agisce direttamente sulle criticità infrastrutturali del territorio. La ricerca condotta da Liander ha rilevato che, senza il collegamento del data center alla rete di calore, l’elettrificazione e la sostenibilità dell’orticoltura nell’area di De Kwakel-Kudelstaart sarebbero estremamente difficili a causa della congestione della rete e della scarsità di spazio per nuovi cavidotti. L'uso centralizzato del calore residuo evita che ogni singolo coltivatore installi una propria pompa di calore, abbattendo la pressione sulla rete elettrica e prevenendo fenomeni di congestione. Inoltre, lo spazio fisico per espandere la rete nell’area è limitato, rendendo la soluzione con il data center un'opzione che richiede investimenti molto inferiori da parte del gestore di rete rispetto ad alternative decentralizzate. Per gli agricoltori, il progetto si traduce in una maggiore stabilità dei costi energetici e in una transizione reale verso modelli produttivi svincolati dai combustibili fossili.

Domande frequenti

Dove si trova esattamente il progetto e chi lo sta realizzando?

Il progetto si sviluppa nell'area di De Kwakel-Kudelstaart, nel comune di Uithoorn nei Paesi Bassi. I partner principali sono il comune di Uithoorn, la cooperativa di coltivatori DKK, Switch Datacenters, con il supporto strutturale di Greenport Aalsmeer e del gestore di rete Liander.

Come funziona il trasferimento di calore tra il data center e le serre?

Il sistema si basa su uno scambio termico a ciclo chiuso. Il data center cede il calore residuo generato dai server alla rete di teleriscaldamento delle serre e, in cambio, riceve acqua refrigerata per il raffreddamento delle proprie apparecchiature. L'intero processo avviene senza l'uso di acqua potabile o acque superficiali.

Quali benefici concreti porta alla rete elettrica e all’ambiente?

La soluzione evita l'installazione di singole pompe di calore per ogni serra, riducendo drasticamente la congestione della rete elettrica e richiedendo minori investimenti infrastrutturali al gestore di rete. Dal punto di vista ambientale, valorizza fonti rinnovabili certificate, riutilizza un edificio esistente e riduce la dipendenza dal gas naturale.

Qual è lo stato attuale del progetto e quali finanziamenti ha ricevuto?

L'accordo multilaterale è stato firmato a luglio 2026, segnando l'ingresso del progetto in fase operativa. L'iniziativa ha inoltre ottenuto il sussidio SDE++, il programma governativo olandese dedicato al sostegno delle energie rinnovabili, e procede ora verso le fasi di sviluppo e realizzazione pratica.