BioScout e SporeScout: la tecnologia che "vede" le spore nell'aria

Come possono i coltivatori intervenire contro le malattie fungine prima che i danni siano visibili sulle colture? La risposta proposta dall'agritech si basa sulla raccolta di dati in tempo reale, un ambito in cui si inserisce l'investimento di Division Q in BioScout. Nata dalla ricerca di dottorato del CEO e fondatore Lewis Collins, l'azienda australiana ha sviluppato SporeScout, una piattaforma hardware e software progettata per intercettare le minacce aerodisperse prima che attecchiscano sui vegetali. La piattaforma SporeScout di BioScout, già operativa con oltre 250 sensori su cinque continenti, monitora in tempo reale più di 40 minacce aerodisperse, tra cui spore fungine e polline. Attualmente, l'azienda dichiara di gestire la più grande rete di rilevamento fungino in agricoltura, servendo circa 60 clienti a livello globale e fornendo ai agronomi e ai produttori uno strumento diagnostico continuo.

L'investimento di Division Q: una scommessa sull'agricoltura sostenibile

L'operazione finanziaria, relativa a un round Seed-B il cui importo esatto non è stato divulgato, è finalizzata ad accelerare il rollout globale della tecnologia. Bart van Meurs, managing director di Division Q, ha sottolineato come "BioScout renda visibile ciò che i coltivatori potevano solo sospettare", trasformando un rischio invisibile in un dato gestibile. Con il round Seed-B, Division Q sostiene l'espansione di BioScout per portare la rete di sensori fungini da 250 a 1.000 unità entro il 2028, coprendo tutte le principali regioni di coltivazione del mondo. Questo finanziamento si inserisce nella strategia della società olandese, che da anni supporta tecnologie volte a migliorare la sostenibilità strutturale in agricoltura e orticoltura, seguendo la linea tracciata dai precedenti investimenti in realtà come la belga Sensie e la olandese PATS di Delft.

Benefici economici e ambientali: risparmi per i coltivatori, meno fitofarmaci

Il contesto macroeconomico e ambientale rende questa tecnologia particolarmente strategica. Secondo i dati citati da VerticalFarmDaily, le malattie fungine causano una perdita annua di circa il 20% della produzione alimentare globale, con costi associati vicini a 1 trilione di dollari; BioScout dichiara di poter ridurre i costi di protezione fino al 50% in orticoltura e viticoltura. A questo si aggiunge una spesa mondiale per prodotti fitosanitari che si aggira intorno ai 25 miliardi di dollari l'anno, cifra destinata a crescere a causa dei cambiamenti climatici, che generano condizioni più calde e umide favorevoli alla proliferazione dei funghi. Per le aziende agricole, l'adozione del monitoraggio continuo si traduce in risparmi di diverse centinaia di euro per ettaro. L'efficacia del sistema è testimoniata anche da Jeroen Vermeer di Koppert Cress, che ha integrato i sensori nelle proprie_operations_ per ottimizzare i trattamenti.

Prossimi passi per l'espansione in Europa e i riconoscimenti recenti

La nuova iniezione di capitale servirà a consolidare la presenza dell'azienda anche nel Vecchio Continente, dove BioScout conta già clienti attivi, tra cui diversi coltivatori nei Paesi Bassi. BioScout, vincitrice di due premi agli Hort Connections Horticulture Awards for Excellence, prevede di espandere la propria rete di sensori a 1.000 unità entro il 2028, rafforzando al contempo la presenza in Europa con l'obiettivo di supportare i coltivatori olandesi attraverso la collaborazione con Division Q e Koppert Cress. Nello specifico, Division Q continuerà a installare i dispositivi direttamente nelle serre di Koppert Cress, utilizzando la struttura come banco di prova per sviluppare applicazioni pratiche e sempre più mirate per l'orticoltura olandese ed europea. I riconoscimenti ottenuti agli Hort Connections Horticulture Awards for Excellence, sia nella categoria Ag Tech & Mechanisation che in Tech & Innovation, confermano l'interesse del settore verso soluzioni di early warning.

Domande frequenti

Che cos'è BioScout e come funziona il suo dispositivo SporeScout?

BioScout è un'azienda agritech che ha sviluppato SporeScout, una piattaforma di sensori in tempo reale progettata per monitorare le spore fungine e altre particelle aerodisperse. Il dispositivo cattura e analizza continuamente l'aria, tracciando oltre 40 minacce diverse. I dati vengono aggregati in una rete globale che conta centinaia di sensori attivi su cinque continenti, fornendo agli agricoltori un sistema di allerta precoce.

Quali sono i benefici economici del rilevamento fungino in tempo reale?

Secondo le dichiarazioni aziendali, il monitoraggio in tempo reale consente di ottimizzare i trattamenti, riducendo i costi di protezione delle colture fino al 50% in settori ad alto valore come l'orticoltura e la viticoltura. Questo si traduce in un risparmio diretto di diverse centinaia di euro per ettaro, grazie all'eliminazione dei trattamenti a calendario non necessari.

Perché Division Q ha investito in BioScout?

Division Q ha finanziato l'operazione per accelerare l'espansione globale della rete di sensori, allineandosi alla propria strategia di investimento in tecnologie che migliorano la sostenibilità strutturale del settore agricolo. L'investimento in BioScout segue quello in altre realtà innovative come Sensie e PATS, confermando l'interesse del fondo olandese per soluzioni che riducono l'impatto ambientale dell'agricoltura.

Quando sarà operativa la rete di 1.000 sensori?

L'obiettivo di raggiungere i 1.000 sensori distribuiti nelle principali regioni di coltivazione del mondo è fissato per il 2028. Si tratta di un piano di espansione dichiarato dall'azienda in seguito alla chiusura del round Seed-B con Division Q, che prevede anche un forte potenziamento delle operazioni e del team in Europa.