La partnership e gli obiettivi di miglioramento genetico

La startup britannica Phytoform ha annunciato una partnership con Beck’s Hybrids, il più grande rivenditore familiare di sementi negli Stati Uniti, e RAGT, breeder internazionale, per applicare la progettazione vegetale basata sull’intelligenza artificiale all’architettura della pianta di mais, con l’obiettivo primario di migliorare la resa raccoglibile. L'accordo si inserisce in un contesto agronomico sempre più critico, dove il cambiamento climatico e l'impennata dei costi produttivi impongono un ripensamento dell'efficienza delle colture. Le proiezioni climatiche indicano che ogni aumento di 1°C della temperatura globale può ridurre le rese del mais di circa il 7,4%, con stime di perdite che potrebbero raggiungere il 28% entro la fine del secolo. A questo scenario si aggiungono i costi di produzione raddoppiati rispetto al 2007 e una crescente pressione delle patologie, fattori che rendono urgente lo sviluppo di piante più performanti e resilienti.

La piattaforma CRE.AI.TIVE: editing genetico senza DNA estraneo

La tecnologia al centro di questa collaborazione è la piattaforma CRE.AI.TIVE, che impiega l’apprendimento automatico per individuare modifiche minime al DNA delle piante e regolare l’attività dei geni nativi senza ricorrere a DNA estraneo, consentendo di fatto di superare le stringenti normative sugli OGM. Questo approccio di fine-tuning dell’espressione genica permette ai breeder di lavorare direttamente all’interno del germoplasma élite esistente, mantenendo le caratteristiche agronomiche di base ma potenziandone i tratti produttivi. Piuttosto che sostituire il breeding tradizionale, il sistema lo accelera in modo sostanziale. Essendo agnostica rispetto alla coltura, la piattaforma è già stata applicata con successo al pomodoro, settore per il quale Phytoform ha recentemente ottenuto un finanziamento di 4 milioni di dollari, ed è oggetto di un'ulteriore partnership con Corteva per sviluppare resistenza alle malattie nel mais.

Validazione e prossimi passi verso il mercato

Nonostante l'avanzamento dei modelli predittivi, il percorso verso il campo richiede estrema cautela. Secondo il CEO di Phytoform William Pelton, prima del lancio commerciale sarà necessario condurre una rigorosa validazione biologica in campo, perché i risultati dei modelli AI non sono ancora immediatamente trasferibili al contesto reale: non è possibile prelevare un modello generato dall'intelligenza artificiale e aspettarsi che funzioni in agricoltura al primo tentativo. Superata questa fase di test, Phytoform fornirà a Beck’s e RAGT il materiale editato da integrare nei rispettivi programmi di breeding. I mercati iniziali di sbocco saranno gli Stati Uniti, con Beck’s focalizzata sul Corn Belt del Midwest, e il Sud America, con un potenziale sviluppo anche in Europa grazie a RAGT, che opera in circa 50 paesi. Si tratta di una delle prime applicazioni di questo livello tecnologico al di fuori delle tradizionali multinazionali dell’agribusiness.

Domande frequenti

Quali aziende sono coinvolte nella partnership con Phytoform per il mais?

Il progetto coinvolge la startup britannica Phytoform, Beck’s Hybrids, che rappresenta il più grande rivenditore familiare di sementi negli Stati Uniti, e RAGT, un breeder internazionale con una forte penetrazione globale.

In che modo la tecnologia di Phytoform modifica il DNA del mais senza usare OGM?

La piattaforma utilizza algoritmi di machine learning per identificare e apportare piccole modifiche alle sequenze di DNA già presenti nella pianta. Regolando l'espressione genica nativa senza inserire DNA estraneo, il processo permette di ottenere i tratti desiderati bypassando le complessità delle regolamentazioni previste per gli organismi geneticamente modificati.

Perché l'architettura della pianta è cruciale per la resa del mais?

Ridisegnare l'architettura della pianta significa ottimizzare la cattura della luce solare, migliorare l'efficienza nell'uso dell'azoto e aumentare la tolleranza agli stress climatici. Questi fattori strutturali sono determinanti per contrastare le perdite di resa, che le proiezioni climatiche stimano in forte calo a causa dell'aumento delle temperature globali.

Quando si prevede che il mais sviluppato con questa tecnologia arrivi sul mercato?

Il progetto è attualmente in una fase preliminare che richiede una solida validazione biologica in campo. Le tempistiche di commercializzazione dipenderanno esclusivamente dai risultati di questi test, poiché l'intelligenza artificiale non può ancora garantire l'efficacia diretta al primo tentativo in condizioni reali.