Il problema: il ragwort e i costi nascosti per gli allevatori

Può un piccolo robot elettrico risolvere uno dei problemi più annosi per gli allevatori britannici, riducendo al contempo il lavoro manuale e l'uso di prodotti chimici? La risposta a questo interrogativo arriva dalle prove imminenti nel Dorset del robot Raggy, un mezzo autonomo progettato per affrontare un'infestante particolarmente ostinata e dannosa per il bestiame.

Il ragwort (Jacobaea vulgaris), noto in italiano come erba di San Giacomo, rappresenta una delle infestanti più problematiche in Gran Bretagna. Questa pianta contiene alcaloidi che, se ingeriti, possono provocare danni epatici irreversibili nel bestiame, rendendo il suo controllo una priorità assoluta per la sicurezza degli allevamenti. Fino ad oggi, il metodo principale per contenere la diffusione di questa tossina è stato l'estirpazione manuale. Si tratta di un'attività inevitabilmente lenta, costosa e fisicamente gravosa per gli operatori, che devono spesso lavorare in condizioni disagiate e con rischi per la propria salute. Inoltre, la gestione del ragwort comporta stringenti obblighi normativi per i proprietari terrieri. Il dispendio di tempo e manodopera è enorme: basti pensare alle migliaia di ore impiegate dai ranger del Dorset Council per tenere sotto controllo le aree pubbliche, evidenziando i costi nascosti e l'onere economico che questa battaglia impone quotidianamente al settore primario.

Come funziona Raggy: visione artificiale, rimozione meccanica e piattaforma modulare

Per automatizzare questa operazione, l'azienda Robotriks ha sviluppato Raggy, un robot agricolo elettrico basato sulla sua unità di trazione robotica (RTU). Il robot integra sistemi avanzati di visione artificiale e tecnologie di connettività per individuare con precisione le piante di ragwort ed estirparle meccanicamente alla radice, senza alcun ricorso a erbicidi chimici. Il cuore computazionale del sistema si appoggia alla piattaforma Qualcomm Dragonwing, che elabora i dati dei sensori e consente al robot di prendere decisioni agronomiche in tempo reale direttamente nel campo.

Uno dei grandi vantaggi della RTU risiede nella sua accessibilità economica ed energetica. Il robot Raggy, basato su questa piattaforma dal costo di circa 7.000 sterline (circa 8.114 euro), rappresenta una frazione del prezzo delle soluzioni concorrenti, garantendo al contempo un'autonomia operativa della batteria fino a 24 ore di lavoro continuativo. Oltre all'estirpazione mirata, la modularità della RTU permette di montare diversi attrezzi: dal sistema di irrorazione di precisione alla semina autonoma, fino al monitoraggio colturale. Telecamere e algoritmi di intelligenza artificiale, opportunamente addestrati, permettono alla macchina di distinguere e gestire diverse specie di erbacce e colture, adattandosi a molteplici esigenze agronomiche.

Un progetto collaborativo nel cuore del cluster dell'autonomia del Sud Ovest

Lo sviluppo di Raggy non è il risultato di un singolo sforzo aziendale, ma di un ecosistema collaborativo che unisce Robotriks, Telint e Neutral Networks. L'iniziativa gode del sostegno del Dorset Council ed è stata finanziata da Qualcomm attraverso il suo programma "Qualcomm for Good". Durante le presentazioni del progetto, i vertici aziendali e istituzionali hanno più volte ribadito quanto le ore attualmente spese a mano dai ranger potrebbero essere ottimizzate, trasformando un costo operativo fisso in un'opportunità di innovazione tecnologica.

Le prove sul campo di questa tecnologia si svolgono presso il Dorset Innovation Park, struttura che fa parte del South West Global Autonomy Cluster. Un'iniziativa di grande rilevanza strategica, visto che il cluster ha recentemente ricevuto un finanziamento governativo fino a 20 milioni di sterline (circa 23,2 milioni di euro) dedicato proprio allo sviluppo e alla sperimentazione di tecnologie autonome nel Regno Unito. Questo contesto favorisce la nascita di sinergie tra ricerca, industria e applicazione pratica in ambito agricolo.

Domande frequenti

Che cos'è il robot Raggy e chi lo ha sviluppato?

Il robot Raggy è un mezzo agricolo elettrico autonomo progettato per il diserbo meccanico mirato. È stato sviluppato dall'azienda Robotriks, che lo ha basato sulla propria piattaforma modulare RTU (Robotic Tractor Unit). Il progetto è il risultato di una collaborazione più ampia che coinvolge anche Telint e Neutral Networks, con il supporto del Dorset Council e il finanziamento di Qualcomm.

Come fa Raggy a rimuovere il ragwort?

Raggy individua le piante infestanti grazie a telecamere e sistemi di visione artificiale. I dati vengono elaborati in tempo reale dalla piattaforma Qualcomm Dragonwing, che permette al robot di riconoscere il ragwort e di rimuoverlo fisicamente, estirpandolo meccanicamente alla radice. Questo approccio elimina la necessità di utilizzare erbicidi chimici, preservando la salute del suolo e del bestiame.

Quali sono i vantaggi rispetto all'estirpazione manuale?

L'automazione tramite Raggy offre numerosi vantaggi operativi ed economici. Riduce drasticamente i costi di manodopera e il tempo necessario per il diserbo, azzerando la fatica fisica per gli operatori e i relativi rischi ergonomici. Inoltre, operando in modo meccanico e mirato, abbatte l'impatto chimico sull'ambiente e garantisce un'estirpazione più profonda ed efficace rispetto ai metodi manuali superficiali.

Quando inizieranno le prove sul campo e dove?

Le fasi finali di testing e messa a punto della tecnologia si stanno svolgendo presso il Dorset Innovation Park. I test operativi nei pascoli e nei campi della contea sono previsti per la stagione estiva. Grazie all'integrazione nel South West Global Autonomy Cluster, il progetto ha le basi per estendere le sperimentazioni su scala più ampia in tutto il Regno Unito.