Il parco condiviso di Shouguang: sensori, IA e un nuovo modello organizzativo
Shouguang, storicamente riconosciuta come la capitale dell'orticoltura in Cina, sta vivendo una profonda transizione: dall'agricoltura basata sull'esperienza empirica a un ecosistema guidato da sensori, automazione e modelli di condivisione della ricchezza. Quali tecnologie concrete stanno dietro questo salto di produttività e come si traducono in benefici economici per le famiglie contadine? La risposta risiede nell'integrazione tra hardware IoT e un nuovo modello di gestione aziendale che unisce tecnologia e cooperazione.
Nel dettaglio, il parco agricolo condiviso Jidu (Jidu Modern Agriculture Shared Prosperity Park), completato nel 2024 con fondi aggregati dalla municipalità di Jitai, si fonda su un modello organizzativo tripartito che unisce società pubblica di villaggio, impresa leader e agricoltori. Nel parco agricolo Jidu di Shouguang, completato nel 2024, un sistema di controllo climatico automatizzato gestisce l’irrigazione e l’illuminazione delle serre, riducendo il consumo di acqua e fertilizzanti di oltre il 30%. Le strutture sono dotate di sensori distribuiti per il monitoraggio continuo di temperatura, umidità e luce. Il sistema di controllo intelligente regola in autonomia irrigazione, ventilazione e illuminazione supplementare. Secondo le stime diffuse da Zhang Dongsheng di Huageng Agricultural Technology, questa automazione consente non solo un taglio drastico degli input produttivi, ma anche un raddoppio della produttività del lavoro.
Quanto vale il digitale nei campi: redditi, occupazione e ricadute sul territorio
L'impatto economico di questa digitalizzazione si misura direttamente sui bilanci delle famiglie contadine e sulle casse delle comunità locali. Un caso emblematico è quello di Zhang Liqiang: gestendo quattro serre nel parco Jidu e coltivando per tre cicli annuali il melone "yangjiao", ha raggiunto un reddito netto di quasi 500.000 yuan nel 2025. Non si tratta di un'eccezione isolata: decine di affittuari all'interno del parco registrano un reddito netto medio annuo superiore a 200.000 yuan.
L'effetto a catena sul territorio è altrettanto significativo. Nei villaggi circostanti sono state ristrutturate oltre 1.000 serre obsolete, innescando un circolo virtuoso che ha portato 27 villaggi a registrare un incremento del reddito collettivo superiore a 1 milione di yuan. A livello di penetrazione tecnologica, i dati forniti da Yan Liming del centro dimostrativo di Shouguang delineano un quadro molto avanzato. A Shouguang, l’introduzione di sistemi di gestione basati su IA e robot di ispezione ha portato il tasso di adozione dell’IoT nelle nuove serre oltre l’85%, con un contributo dell’innovazione tecnologica alla crescita agricola superiore al 70%.
Il caso delle pesche biologiche di Penglai: quando la rete elettrica diventa abilitatore digitale
L'innovazione agritech non si limita alle grandi aree orticole di Shouguang, ma interessa anche la frutticoltura specializzata attraverso il potenziamento delle infrastrutture di base. Nella base dimostrativa di pesche biologiche di Gucheng Miaojia, nel distretto di Penglai (Yantai), le serre sfruttano un sistema di regolazione ambientale automatica per temperatura, umidità e luce. I risultati agronomici sono tangibili: la resa si attesta intorno ai 1.500 kg per mu (circa 0,067 ettari), con un incremento superiore al 40% rispetto alla coltivazione in pieno campo, generando un reddito netto previsto di oltre 30.000 yuan per mu.
Un abilitatore cruciale per questo modello è la rete elettrica. La State Grid Yantai Penglai Power Supply Company ha supportato il progetto potenziando le infrastrutture e riducendo i costi di allacciamento. Per garantire la continuità operativa, l'utility ha creato "dossier sanitari" elettrici per ogni serra ed effettuato ispezioni periodiche tramite termografia a infrarossi. La rete elettrica potenziata di 3,2 km intorno alla base di pesche biologiche di Penglai ha permesso a 30 famiglie in 4 villaggi di aumentare il reddito complessivo di oltre 3 milioni di yuan all’anno grazie a serre a controllo ambientale automatico.
Domande frequenti
In che modo le serre intelligenti di Shouguang riducono i costi di produzione?
Le serre intelligenti abbattano i costi di produzione principalmente grazie all'automazione dei processi. I sistemi di controllo climatico gestiscono in modo preciso l'irrigazione e la distribuzione di fertilizzanti, garantendo un risparmio di acqua e nutrienti superiore al 30%. Inoltre, l'automazione di ventilazione e illuminazione raddoppia la produttività del lavoro, riducendo la necessità di manodopera manuale e le inefficienze operative.
Quanto possono guadagnare gli agricoltori che affittano serre nel parco Jidu?
I guadagni variano in base alla scala e alle colture, ma i dati del parco Jidu indicano un forte miglioramento economico. Gli affittuari registrano in media un reddito netto annuo superiore a 200.000 yuan. In casi di ottimizzazione spinta, come quello di un agricoltore locale con quattro serre dedicate a tre cicli annuali di melone, il reddito netto può sfiorare i 500.000 yuan.
Quali tecnologie sono già diffuse nelle nuove serre di Shouguang?
Nelle nuove strutture di Shouguang è ormai consolidato un ecosistema tecnologico avanzato. I sensori IoT per il monitoraggio di temperatura, umidità e luce sono onnipresenti, affiancati da sistemi di Intelligenza Artificiale per la gestione agronomica e da robot dedicati alle ispezioni delle colture. Complessivamente, il tasso di adozione di queste tecnologie IoT nelle nuove serre supera l'85%.
Oltre a Shouguang, quali altri esempi di agricoltura digitale emergono in Cina?
Un esempio significativo per la frutticoltura si trova a Penglai, nella base di pesche biologiche di Gucheng Miaojia. Qui l'agricoltura di precisione è abilitata da un'infrastruttura elettrica intelligente: le serre utilizzano sistemi di regolazione ambientale automatica supportati da linee elettriche potenziate, dossier sanitari digitali e monitoraggio a infrarossi da parte della compagnia elettrica locale.



