Introduzione

Le ondate di caldo estive influenzano profondamente la qualità e la quantità dell'erba nei pascoli, facendo aumentare rapidamente il tenore di sostanza secca. Per mantenere stabili i livelli di produzione lattea e proteggere le bovine dallo stress termico, gli allevatori devono adeguare tempestivamente sia la superficie di pascolo assegnata sia la gestione delle risorse idriche. Comprendere le dinamiche della sostanza secca e della digeribilità è il primo passo per ottimizzare i piani di pascolo in condizioni climatiche estreme.

Perché la sostanza secca e la sua digeribilità contano tanto

Durante i periodi di forte caldo, la sostanza secca (SS) dell'erba può salire rapidamente, superando anche la soglia del 20%. Secondo alcune rilevazioni condotte in Irlanda, in estate si possono registrare picchi significativi, con valori che sfiorano il 22%. Tuttavia, un alto tenore di SS non garantisce automaticamente un adeguato apporto energetico se non supportato da una buona digeribilità della sostanza secca (DMD).

È fondamentale monitorare i valori in Unità Foraggere Latte (UFL): l'erba fresca, nelle rotazioni che vanno dalla seconda alla quarta, si attesta intorno a 1,01 UFL/kg di SS, mentre scende a circa 0,95 nella quinta rotazione. Al contrario, quando l'erba è spigata, il valore UFL scende sotto 0,75 per chilogrammo di sostanza secca, riducendo drasticamente l'apporto energetico per le vacche.

Se la SS è alta ma la DMD rimane buona, la bovina tenderà a mangiare di meno in termini di peso fresco, ma la razione dovrà essere ricalcolata con attenzione. Se invece la DMD è bassa, sarà necessario integrare la dieta. Un altro indicatore cruciale è lo stato del suolo: un deficit idrico superiore a 50 mm e una crescita dell'erba inferiore a 45 kg di sostanza secca per ettaro segnalano l'inizio di una condizione di siccità che richiede interventi immediati.

Come ricalcolare la superficie di pascolo con l’aumento della sostanza secca

Con l'aumento della sostanza secca, il peso fresco dell'erba diminuisce a parità di massa secca disponibile. Per allocare correttamente gli ettari, il metodo più preciso è il sistema taglia-e-pesa. Questo consiste nel moltiplicare il peso del campione di erba fresca tagliata (ad esempio 0,210 kg) per la percentuale di sostanza secca e per il fattore 40.000, ottenendo così i chilogrammi di sostanza secca per ettaro.

L'impatto pratico di questo calcolo è evidente: un incremento della sostanza secca dal 18% al 20% fa passare la disponibilità reale da 1.512 a 1.680 kg di sostanza secca per ettaro. Prendendo come esempio una mandria di 80 vacche da latte con un fabbisogno di 18 kg di sostanza secca per capo al giorno (totale 1.440 kg/giorno), con il 18% di SS saranno necessari circa 1 ettaro di pascolo giornaliero. Un aumento della sostanza secca dell'erba dal 18% al 20% riduce l'area giornaliera necessaria per una mandria di 80 vacche da latte da circa 1 ettaro a 0,85 ettari, a parità di sostanza secca ingerita.

Un'allocazione inferiore al fabbisogno reale penalizza la produzione di latte, mentre un eccesso di superficie porta a un pascolamento disordinato e a sprechi. Per questo, l'adozione rigorosa del metodo taglia-e-pesa rimane la strategia migliore per garantire precisione e massimizzare l'efficienza del pascolo.

Gestire l’acqua: abbeverata e prevenzione dello stress da calore

Quando l'erba è più secca, le bovine assumono inevitabilmente meno acqua attraverso l'alimento, rendendo l'accesso all'abbeveratoio un fattore critico. Secondo dati Tirlán, le bovine da latte richiedono 4-4,5 litri di acqua per ogni chilogrammo di latte prodotto e la portata consigliata agli abbeveratoi è di 15 litri al minuto.

Un aspetto spesso trascurato è la tempistica: le vacche tendono a bere fino al 50% del loro fabbisogno idrico complessivo entro le tre ore successive alla mungitura. Per evitare colli di bottiglia, è essenziale che la portata dell'acqua sia di almeno 15 litri al minuto. Inoltre, lo spazio di abbeverata consigliato è di 6 metri lineari ogni 8 vacche.

Se gli abbeveratoi sono posizionati troppo lontano dalle aree di riposo o di pascolo, aumentano i rischi di disidratazione e stress termico, in particolare per gli animali più anziani o che soffrono di zoppia. È dunque fondamentale pianificare i turni di pascolo e la disposizione della rete idrica in modo che tutte le bovine possano bere comodamente e senza competizione.

Domande frequenti

Come si calcola la quantità di erba da assegnare al pascolo con diverse percentuali di sostanza secca?

Si utilizza il metodo taglia-e-pesa, moltiplicando il peso di un campione di erba fresca per la sua percentuale di sostanza secca e per 40.000 per ottenere i chilogrammi di sostanza secca per ettaro. In base a questo valore, si ridimensionano gli ettari da assegnare: all'aumentare della percentuale di sostanza secca, l'area necessaria per soddisfare il fabbisogno secco della mandria si riduce proporzionalmente.

Perché la digeribilità della sostanza secca (DMD) è più importante del solo tenore di sostanza secca?

Il solo tenore di sostanza secca indica quanta acqua è stata persa, ma non fornisce indicazioni sul valore nutritivo. La digeribilità (DMD), espressa in Unità Foraggere Latte (UFL), determina quanta energia l'animale può effettivamente estrarre. Un'erba con alta sostanza secca ma bassa digeribilità (ad esempio quando è spigata) fornisce meno energia, costringendo l'allevatore a integrare la razione per mantenere le produzioni.

Quanta acqua devono bere le vacche in condizioni di caldo e come assicurare un abbeveraggio adeguato?

In condizioni di caldo e con erba più secca, il fabbisogno idrico si attesta intorno ai 4-4,5 litri per ogni chilogrammo di latte prodotto. Per garantire un abbeveraggio adeguato, è necessario assicurare una portata minima di 15 litri al minuto agli abbeveratoi, considerando che le vacche bevono la maggior parte dell'acqua entro tre ore dalla mungitura. Lo spazio lineare dovrebbe essere di almeno 6 metri ogni 8 capi per evitare competizione.

Cosa fare quando la crescita dell’erba scende sotto i 45 kg di sostanze secca per ettaro?

Una crescita inferiore a 45 kg di sostanza secca per ettaro, specialmente se associata a un deficit idrico del suolo superiore a 50 mm, indica l'insorgere di una siccità. In questa fase, è necessario ridurre immediatamente la pressione di pascolo per evitare il degrado del cotico erboso. Si consiglia di integrare la razione con fieno o insilati in mangiatoia, posticipare i turni di pascolo per permettere al prato di ricostituirsi e, se possibile, avviare irrigazioni di soccorso per sostenere la ricrescita.