È possibile aumentare la soppressione delle malerbe nella soia biologica in semina diretta semplicemente alzando la densità della segale da copertura, senza penalizzare la resa? Il nuovo studio della Weed Science Society of America (WSSA) fornisce dati di campo che rispondono a questo interrogativo, offrendo indicazioni concrete per la gestione agronomica delle cover crop e confermando che densità di semina maggiori possono essere una leva efficace per il diserbo meccanico e biologico.

Il disegno sperimentale: due anni di prove in Pennsylvania

La ricerca, pubblicata sulla rivista Weed Science, ha analizzato nel dettaglio le dinamiche di interazione tra cover crop e coltura principale in un contesto di agricoltura conservativa. Lo studio si è svolto presso il Russell E. Larson Agricultural Research Center della Pennsylvania State University, vicino a Rock Springs, e ha coperto due stagioni agronomiche consecutive: 2021-2022 e 2022-2023. Il test biennale, condotto in appezzamenti del Russell E. Larson Agricultural Research Center in Pennsylvania, ha confrontato quattro densità di semina della segale (0,5–3 bushel/acro), due schemi di semina e tre dosi di ammendante organico, abbinati a due finestre di semina della soia.

Nel primo esperimento, i ricercatori hanno testato i quattro tassi di semina della segale incrociandoli con due disposizioni di semina, specificatamente a griglia e a file. Il secondo esperimento ha invece combinato tre livelli di lettiera avicola applicata in autunno (0, 1,5 e 3 tonnellate per acro) con due epoche di semina della soia: la tecnica del planting green (semina su segale viva) e la semina standard dopo la terminazione della cover crop. L’obiettivo dichiarato dalla corrispondente autrice Laurel Wellman, dottoranda in scienze vegetali a Penn State, era confrontare l’entità del controllo delle infestanti e la resa della soia a diverse densità di segale, all’interno di una rotazione biologica no-till.

I risultati chiave: più semi di segale, meno biomassa infestante e resa stabile

I dati emersi dai trial in campo forniscono risposte chiare su come la densità della cover crop influenzi la competizione con le malerbe. Tutti i tassi di semina della segale hanno ridotto la biomassa delle infestanti rispetto ai testimoni non seminati. Tuttavia, sono i tassi più elevati a garantire il miglior risultato: a parità di biomassa prodotta, i tassi di semina più elevati (fino a 3 bushel per acro) hanno ridotto la biomassa delle erbe infestanti in modo significativo rispetto ai tassi inferiori, senza influenzare la resa della soia.

Un dato particolarmente interessante emerso dalla sperimentazione riguarda la biomassa della segale stessa: l’aumento del tasso di semina non ha incrementato la massa vegetale complessiva della cover crop. Questo suggerisce che l’effetto soppressivo sulle malerbe sia indipendente dalla quantità di biomassa prodotta, ma dipenda da altri fattori legate alla densità delle piante, come un più rapido e fitto ombreggiamento del suolo. Inoltre, la disposizione di semina (griglia rispetto alle file tradizionali) non ha avuto effetti misurabili su alcun parametro agronomico.

Per quanto riguarda la fertilità, la lettiera avicola autunnale ha aumentato significativamente la biomassa della segale, ma non ha conseguentemente migliorato la soppressione delle infestanti, confermando l'indipendenza dell'effetto erbicida naturale dalla massa vegetale. La buona notizia per i produttori è che la resa della soia non è risultata influenzata negativamente dal tasso di semina della segale, rendendo l'innalzamento della densità una pratica agronomica sicura sotto il profilo produttivo.

Limiti agronomici e indicazioni pratiche per il biologico no-till

Nonostante i risultati positivi sulla soppressione delle malerbe, lo studio evidenzia limiti operativi importanti legati alle condizioni climatiche e alla gestione temporale. In uno dei due anni di prova, la semina diretta su segale viva ha ridotto l’insediamento e la resa della soia, indicando che la sola pacciamatura di segale può non bastare come strumento esclusivo di controllo delle infestanti nella soia biologica no-till del Nord-Est americano.

Gli autori sottolineano che, negli avvicendamenti cerealicoli di questa regione, la sola pacciamatura di segale – anche se ottenuta con densità elevate – potrebbe non essere sufficiente come unica strategia di contenimento delle malerbe. L’incremento del tasso di semina o l’apporto di fertilità autunnale vanno pertanto integrati con altri metodi di controllo meccanico e agronomico. La tempistica di semina della soia ha giocato un ruolo critico: seminare su una cover crop viva richiede un monitoraggio attentissimo dell'umidità del suolo e delle previsioni meteorologiche.

La raccomandazione pratica che deriva da questa ricerca è di considerare i tassi di semina maggiorati come una leva agronomica complementare. Questa strategia è particolarmente utile in annate siccitose o avverse, dove la biomassa della segale potrebbe risultare limitata, ma non deve mai far trascurare il rischio di fallanze nell'insediamento della soia quando si pratica la semina diretta su cover crop viva in condizioni climatiche sfavorevoli.

Domande frequenti

Quali tassi di semina della segale ha confrontato lo studio WSSA?

Lo studio ha testato un intervallo di densità che va da 0,5 a 3 bushel per acro. Ha inoltre valutato la disposizione di semina a griglia rispetto alla tradizionale semina a file. Le prove sperimentali si sono svolte presso il Russell E. Larson Agricultural Research Center della Penn State, vicino a Rock Springs, in Pennsylvania.

L’aumento del seme di segale riduce la resa della soia?

No, le analisi di campo non hanno registrato alcuna penalizzazione sulla resa della soia legata all'aumento del tasso di semina della segale. Al contrario, le densità maggiori hanno avuto un effetto positivo e statisticamente significativo sulla riduzione della biomassa delle erbe infestanti.

La fertilità autunnale con pollina migliora il controllo delle malerbe?

L'applicazione di lettiera avicola in autunno ha aumentato in modo significativo la biomassa vegetale della segale, ma non ha migliorato la soppressione delle infestanti. Questo dato suggerisce che il meccanismo di controllo delle malerbe operato dalla segale sia indipendente dalla massa vegetale complessiva prodotta dalla cover crop.

Quali sono i rischi della semina su segale viva (planting green)?

La tecnica del planting green presenta dei rischi agronomici legati al clima: in una delle due stagioni monitorate, la semina su segale viva ha compromesso l'insediamento e la resa della soia. Gli autori raccomandano pertanto di non affidarsi a questa unica pratica, integrandola sempre con altre tattiche di gestione integrata delle infestanti per mitigare i rischi di fallanza.